Dietro la maschera.
21 anni: più semplicità, meno affari

Serata stupenda! Devo ricordarmi più spesso di avere”solo” 21 anni.

Già, perché la monotonia della mia vita, spesso mi porta a dimenticarlo. Mi porta a comportarmi, a vivere da “vecchio”. Quel po’ di tempo libero che ho, tolto lo studio e il lavoro, è sempre impiegato a parlare di politica, a sbrigare questo affare, piuttosto che quell’altro. O magari a portare a cena una ragazza, od assistere a convegni e manifestazioni. E davvero sembro avere il doppio della mia età.

Ma stasera è stato come tornare indietro nel tempo, grazie a quella persona che il destino ha voluto che conoscessi 7 anni fa, che lo stesso destino ci ha portati ad odiarci per poi tornare amici come prima, come se il periodo nero non ci fosse mai stato.
La musica progressive a tutto volume in auto, il ballare, il fare gli scemi, il parlare di “fighe”, di calcio, di quello che ci stava accadendo. Ecco, questo mi mancava: la normalità; la semplicità.

Ho 21 anni, dovrei pensare più a vivere per quella che è la mia età, ovviamente senza trascurare i progetti, piuttosto che a vivere pensando solo a quelli. Ecco: più normalità e semplicità, meno “politica, affari e cene”.

Ieri, una serata: “Assolutamente no!”.

La vita è breve, bisognerebbe godersela ma…

Oggi ho capito che la vita è breve e che bisogna godersela finché si può. Ed ho capito che il giorno in cui si lascia questo mondo, le persone dovranno parlare della tua figura, che in questa terra bisogna lasciare il segno, per cui bisogna costruire nel corso della vita.

La vita è breve, troppo per “sprecare” (le virgolette non sono casuali) 5 mesi e mezzo a correre dietro, a pensare ad una ragazza, anzi una Donna. Si, è la persona che amo, quella che reincarna lo stereotipo che io ho di perfezione, relativo al genere femminile: bellissima, intelligente, simpatica, con degli obiettivi, sognatrice, tremendamente sexy. Ma al tempo stesso è quella persona che, coi suoi comportamenti, fin troppo infantili, coi suoi atteggiamenti ipocriti, mi ha destabilizzato la vita. Si, è la prima volta che non venero Sally, ma anche oggi che ci siamo visti, e non come al solito solo di sfuggita, ha mantenuto le sue movenze di sfida, e l’occasione non è che lo permettesse! Bloccarmi da qualsiasi social network, cancellare le nostre foto insieme, infangare il mio nome con stupide idiozie che non stanno né in cielo, né in terra, che onestamente stanno mettendo in cattiva luce più lei che me agli occhi della gente, lanciarmi certi messaggi coi gesti, anche in queste circostanze… Beh, direi che non sono maniere proprie di una ragazza che ha più di vent’anni.
Invece, in tutto questo tempo, mi sarei potuto scopare almeno tre ragazze, mi sarei potuto continuare a portare a letto la mia ex, che mi ha mollato, dopo qualche giorno, perché ha letto un messaggio indirizzato proprio a Sally, il tutto mentre stavo con lei. In fondo, era una di quelle di cui non me ne fregava niente. Non era una ragazza “da cena”, piuttosto da camera da letto.
E questo è quello che dovrei tornare a fare: scopare e cornificare, tanto chi se ne importa! Se non è la persona che amo, quella con cui voglio costruire un futuro, posso farlo liberamente! Tanto se sei buono sparlano, almeno dai loro un input, una base concreta su cui farlo. Mi dicono che sono stronzo, faccio lo stronzo!
M’innamorerò di nuovo, no? E quando accadrà, se diverrò un pezzo di merda, tornerò ad essere la persona buona e fedele.

Ed in quel momento, renderò quella persona partecipe della mia vita, dei miei progetti. Ne faremo uno insieme, e quando verrà al mondo, lo prenderò in braccio, lo porterò nel posto più alto della mia città, e gli mostrerò ciò che ho costruito. E sarà fiero di me. Diventerò vecchio, ma sarò felice di morire, perché avrò amato intensamente, avrò costruito, avrò reso i miei figli e la mia donna orgogliosi di me, ed avrò dato modo a tutti di parlar bene del mio nome. Di essere ricordato.

Insomma, oggi dovrei fregarmene di Sally, scopare con chiunque, che sia almeno carina, mi capiti, continuare a costruire (come già sto facendo).

Ce la farò? O continuerò a correre dietro a Sally? Chissà.

Sei davvero convinto di aver “sprecato” tempo dietro a lei? No.
Ti fa star male la sua non-presenza? Sì. La ami? Sì, e non sapete quanto. La perdoneresti, se tornasse? Non voglio neanche sentire le sue scuse, non le do colpe. Era il momento che attraversava che l’ha portata a comportarsi in quella maniera, forse. Non sapeva cosa voleva: voleva tutto e non voleva niente. Ma in ogni caso, di scuse da parte sua non ne voglio sentir parlare. Perché la sua presenza vale molto più dell’orgoglio. Perché non riesco, nonostante tutto, ad attribuirle torti. Cosa faresti per averla accanto? Tutto. Cosa stai facendo? Niente, perché vince sempre la paura; una paura che lei ha creato, ma che non riguarda propriamente la sua figura. E poi comunque lei non mi darebbe l’opportunità di far qualcosa.

E allora, caro mio, il problema è nella tua essenza. Sei nato per essere buono, per amare!
È vero, il problema è la mia essenza. Sai, non sono mai stato il tipo che si accontenta facilmente, ma non può accadere che le persone cambino?

Non succede quasi mai a due come noi
di credere che sia possibile
Trovare un complice in questo disordine
Tracciare un’orbita nell’atmosfera

Amore mio la logica non è sincera
Chissà se amare è una cosa vera

Logico #1 - Cesare Cremonini
Ancora una volta!

È accaduto ancora. Io e lei, separati da qualche centimetro, sguardi dritti, occhi rivolti gli uni in quelli dell’altro. Ma nulla. Neanche un “Ciao!”. Forse lei si aspettava che le dicessi qualcosa.
Ho fallito ancora; non ho mantenuto la promessa che ho fatto a me stesso. Ancora un’occasione persa (e non ne capitano molte. Una situazione simile è accaduta quasi 20 giorni fa!) ancora un faccia a faccia in cui non sono riuscito a parlarle, a trovare qualcosa da dirle. Ed è sempre troppo tardi quando mi accorgo che sono stato nuovamente un coglione. Anche il mio cane se n’era accorto. Puntava il suo sguardo su di lei e mi trascinava nella sua direzione, come a dirmi “Stupido, vacci a parlare!”. Ma io nulla.
E come sempre mi ritrovo a rimpiangere il “non fatto” su questo stupido blog e a darmi in testa, perché in fondo parlare è la cosa più semplice che ci sia.
Spero che il giorno in cui troverò il coraggio di fermarmi dinnanzi a lei e dirle qualcosa, il giorno in cui metteremo da parte l’orgoglio, non saremo già distanti centinaia di chilometri.

La sua voce è paragonabile a quella di Mia Martini. Come dimenticarla? Sentirla cantare è il piacere dei sensi.

Uno degli spot più belli degli ultimi decenni.
Le nostre meraviglie, la nostra storia, la nostra cultura, la nostra arte, il nostro “Made in Italy”…

Questa è l’Italia che amo. Questa è la mia Italia.

Forse è l’ora di reindossare la maschera

Forse è il momento che ritorni ad essere quel “Dandi” al 100%. Spietato, freddo, senza cuore, né debolezze. Forse è meglio.

Non si sa mai, qualcuno, in questo periodo, potrebbe aver pensato che abbia abbassato la guardia, che mi sia lasciato troppo andare al “sentimentalismo” e che abbia trascurato altri aspetti.

Penso che debba tornare ad essere il “Dandi”, anche perché il Dandi le paure, gli ostacoli, li divora. Perché il “Dandi” ragiona con le palle, e poco con la testa, piuttosto che solo ed esclusivamente col cuore.

Dandi’s, perhaps, is better!

L’orchidea, sì come la rosa, non ha timore dell’ape, ha paura del vento.

Ogni mattina, davanti allo specchio, io mi guardo e mi ripeto: mi piaccio, mi piaccio, mi piaccio! Ricordatevi: se uno piace a se stesso, piacerà anche agli altri. […] Quando mi siedo al fianco di questo o di quello, c’è sempre qualcuno che vuole dimostrare di essere più bravo… E questo qualcuno non sono di certo io. La mia bravura è fuori discussione. La mia sostanza umana, la mia storia, gli altri se la sognano.
E se ci si mette la paura…

Il destino ci vuole troppo vicini, ultimamente.
Sono entrato in un negozio e, appena apro la porta, chi mi trovo?! Lei, in compagnia della mia più grande paura. Ha cercato in tutti i modi di fare l’indifferente, ma non ci è riuscita tanto bene. Ed io? Beh, per me essere indifferente alla sua presenza non è difficile, è impossibile.
Se le ho parlato? No, ho nuovamente lasciato vincere la paura. E pensare che io provo stima per quella paura; e pensare che quella paura me ne ha fatti di complimenti, ed io altrettanti; e pensare che io e quella paura andavamo d’accordo, fino a qualche tempo fa. Ora, mi impedisce di parlare con Sally, mi impedisce di fare quel che voglio più di ogni altra cosa.
Ma una cosa giuro a me stesso: questa paura non sarà un ostacolo ancora per molto.
Insomma, il destino ci vuole troppo vicini, ultimamente. Invece, non facciamo altro che allontanarci sempre più.

Abbiamo vent’anni, e facciamo ancora i bambini.

Io non sono solo coglione, anche qualcosa in più. Questa volta, però, ero forse giustificato.

"Ero destinato alla sensibilità. Ero destinato a diventare uno scrittore. Ero destinato a diventare Jep Gambardella".

"Ero destinato alla sensibilità. Ero destinato a diventare uno scrittore. Ero destinato a diventare Jep Gambardella".